Indice
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- Accesso alla misura: cinque comunicazioni
- Software in cloud esclusi dall’agevolazione
- Aliquote confermate e nuova condizione di fruizione
- Perizia tecnica asseverata, analisi tecnica e certificazione contabile obbligatorie
- Autoproduzione energetica, accumuli e limiti di spesa
- Controlli, decadenza e recupero dell’agevolazione
- Avvio operativo atteso a giugno
Il decreto attuativo che dà il via formale all’iperammortamento 2026-2028 è stato firmato il 4 maggio dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy ed è ora in attesa del passaggio finale con la sottoscrizione del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Il testo definisce in modo puntuale la procedura di accesso, conferma l’impianto per scaglioni dell’agevolazione, introduce per tutti l’obbligo di perizia tecnica asseverata con analisi tecnica e, soprattutto, esclude i software erogati in modalità cloud “as-a-service” dal perimetro del beneficio.
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- Accesso alla misura: cinque comunicazioni
L’iter per ottenere l’agevolazione passa dalla piattaforma telematica del GSE, accessibile tramite SPID o CIE, e si articola in tre passaggi obbligatori e successivi. A questi si aggiungono due comunicazioni periodiche previste per il monitoraggio della spesa pubblica, una scelta che rappresenta una novità rispetto alle bozze circolate in precedenza.
La prima fase è la comunicazione preventiva, che apre la pratica per ciascuna struttura produttiva e richiede l’indicazione dei dati identificativi dell’impresa, della struttura interessata, della natura e dell’ammontare degli investimenti, nonché della data prevista di interconnessione e, per i beni destinati all’autoproduzione energetica, della data stimata di entrata in funzione.
Segue la comunicazione di conferma, da trasmettere entro 60 giorni dalla notifica dell’esito positivo del GSE. In questa fase vanno indicati la data e l’importo dell’ultima quota dell’acconto necessario a raggiungere il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene, con i riferimenti delle fatture. Per i beni acquisiti in leasing finanziario, il requisito si considera rispettato con la stipula del contratto e con l’ordine d’acquisto firmato dalla società di leasing.
La terza fase è la comunicazione di completamento, che chiude il procedimento e deve essere inviata dopo l’interconnessione e comunque entro il 15 novembre 2028. Se il GSE chiede integrazioni, il termine viene prorogato di 20 giorni. Questa comunicazione deve essere accompagnata dalla prova del possesso della perizia tecnica asseverata, dell’analisi tecnica e della certificazione contabile.
Accanto a queste tre comunicazioni “di evento”, il decreto introduce due adempimenti periodici: entro il 20 gennaio di ogni anno va trasmesso un aggiornamento sugli investimenti effettuati, sui costi sostenuti e sulla previsione di utilizzo del beneficio; entro il 30 giugno successivo va invece inviata una comunicazione integrativa con il piano di ammortamento e con l’indicazione delle quote di incentivo imputate nei diversi esercizi.
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- Software in cloud esclusi dall’agevolazione
Una delle scelte più rilevanti del testo definitivo è l’eliminazione della previsione che avrebbe incluso anche i software fruiti in modalità “SaaS” tra i beni immateriali agevolabili. Nelle bozze precedenti era infatti previsto che la maggiorazione potesse essere calcolata anche sui canoni di accesso, limitatamente alla quota di competenza del periodo d’imposta.
Quella apertura non è entrata nel testo finale. Di conseguenza, l’iperammortamento resta applicabile ai soli modelli tradizionali di acquisizione dei software, come l’acquisto di licenze o le ipotesi di capitalizzazione contabile, mentre i servizi in SaaS restano fuori dal beneficio. Il dato è tutt’altro che marginale, considerando che oggi gran parte del mercato dei software industriali — dalle piattaforme MES agli strumenti di analytics — è erogata proprio in cloud.
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- Aliquote confermate e nuova condizione di fruizione
Sul piano economico, il decreto conferma l’impianto già previsto dalla legge 199/2025: la maggiorazione si applica per scaglioni, calcolati sull’ammontare complessivo degli investimenti completati in ciascun anno. Le aliquote restano quindi pari a:
- 180% fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per la parte eccedente 2,5 milioni e fino a 10 milioni;
- 50% per la quota compresa tra 10 e 20 milioni.
Il testo introduce però una precisazione rilevante sulla fruizione: la maggiorazione rileva ai fini delle imposte sui redditi dal periodo d’imposta in cui viene trasmessa la comunicazione di esito positivo del GSE, a condizione che il bene sia entrato in funzione entro lo stesso periodo. Il beneficio è quindi collegato non solo al completamento dell’investimento, ma anche all’effettiva operatività del bene entro l’anno.
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- Perizia tecnica asseverata, analisi tecnica e certificazione contabile obbligatorie
Il decreto conferma un ulteriore vincolo sul fronte documentale. Le caratteristiche tecniche dei beni e la loro interconnessione devono essere dimostrate da una perizia tecnica asseverata, sempre corredata da analisi tecnica, rilasciata da un ingegnere, da un perito industriale o da un ente di certificazione accreditato. Nel comparto agricolo, la perizia può essere firmata anche da dottori agronomi e forestali, agrotecnici laureati o periti agrari laureati.
Resta anche l’obbligo della certificazione contabile, che deve attestare l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza con la documentazione contabile dell’impresa.
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- Autoproduzione energetica, accumuli e limiti di spesa
Per gli investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, il decreto individua con precisione le spese ammissibili: gruppi di generazione elettrica, trasformatori a monte dei punti di connessione, misuratori, impianti per la produzione di energia termica destinata esclusivamente al calore di processo, servizi ausiliari di impianto e sistemi di accumulo.
I sistemi di stoccaggio dell’energia sono agevolabili fino a un massimo di 900 euro per kWh. Il loro utilizzo resta ammesso anche in relazione a impianti preesistenti, purché siano rispettati i parametri di dimensionamento previsti dal decreto.
Il dimensionamento degli impianti elettrici è comunque vincolato a un tetto preciso: la producibilità massima non può superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, determinato sulla base dei consumi medi annui dell’esercizio precedente. Per gli impianti termici, il riferimento resta il solo fabbisogno di calore di processo.
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- Controlli, decadenza e recupero dell’agevolazione
Il GSE è incaricato di svolgere i controlli documentali e sostanziali sugli investimenti agevolati, verificando requisiti tecnici, presupposti normativi e coerenza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente realizzato. L’impresa deve conservare tutta la documentazione utile, comprese perizie, certificazioni, fatture, documenti di trasporto e ogni altro atto rilevante.
Le ipotesi di decadenza includono la vendita del bene durante il periodo di fruizione della maggiorazione, la sua delocalizzazione all’estero, l’assenza dei requisiti, la documentazione irregolare, le false dichiarazioni e l’impossibilità di eseguire i controlli per cause imputabili al beneficiario. In caso di decadenza, l’Agenzia delle Entrate procede al recupero dell’agevolazione, con interessi e sanzioni.
Il GSE trasmetterà inoltre al Ministero e al MEF, con cadenza almeno mensile, i dati relativi agli investimenti ammissibili, così da consentire il monitoraggio degli oneri pubblici. Il decreto disciplina infine anche il trattamento dei dati personali nel rispetto del GDPR e della normativa nazionale.
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- Avvio operativo atteso a giugno
L’apertura concreta della misura dipenderà ora dai decreti direttoriali che dovranno approvare i modelli di comunicazione, gli allegati e le istruzioni operative, oltre a fissare la data di apertura della piattaforma. Al momento della firma del decreto attuativo, tali modelli non risultano ancora disponibili.
Il quadro operativo atteso è quindi il seguente: registrazione del decreto, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, adozione dei provvedimenti direttoriali e apertura della piattaforma GSE. Il calendario più realistico colloca l’avvio delle prenotazioni entro i primi giorni di giugno 2026.




