Team 4.0

News

21
Mag

Transizione 5.0: ulteriori aggiornamenti (13/05/2024)

Importanti aggiornamenti del piano Transizione 5.0 per punti ancora in sospeso.

La conversione in legge del Decreto Superbonus (Decreto legge 39 del 29 marzo 2024, per semplicità indicato anche solo come “decreto”) è stata utile per precisare alcuni punti rilevanti rimasti in sospeso nel piano Transizione 5.0; questo perché si rendeva necessario un intervento a livello di norma primaria (legge dello stato) e non un semplice chiarimento (ad esempio il decreto attuativo).

Indice

  • 1 – Data di inizio dell’incentivo: 01/01/2024
  • 1 – Obbligo di conferma
  • 2 – Comunicazioni mensili e non quotidiane dal GSE al MIMIT
  • 2 – Correzione formale relativa ai controlli

Data di inizio dell’incentivo: 01/01/2024 

L’indicazione, presente nel decreto, del “biennio 2024-2025” come periodo di pertinenza, lasciava un dubbio sulla data di partenza da considerare, visto che il decreto è efficace dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 2 marzo 2024. L’emendamento sostituisce le parole “negli anni 2024 e 2025” con le parole “dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025”.

Quindi sono ammessi anche gli investimenti effettuati nei primi due mesi dell’anno, ma non c’è alcuna retroattività (come era accaduto con la L. 178/2020).

Non è ancora chiarito del tutto il concetto di “effettuazione dell’investimento”. Stante l’articolo 109 del TUIR (che identifica l’effettuazione dell’investimento al passaggio del possesso e alla consegna e non alla data dell’ordine) rimane la perplessità perché lo stesso Governo ha più volte precisato di riferirsi a “beni ordinati a partire dal 1° gennaio 2024” e, quindi, ci si aspetta un ulteriore chiarimento formale in tal senso, magari nel decreto attuativo.

Obbligo di conferma 

Quando l’iter di conversione sarà terminato, diventerà obbligatoria la conferma della prenotazione da parte delle imprese che effettuano investimenti 5.0.

Il testo attuale del decreto prevede che le imprese presentino un progetto di investimento certificato con i valori presunti di incentivo, valori “massimi”, che si potranno più correggere solo al ribasso.

Questo comporta sicuramente una “sovrastima” iniziale degli importi e, indirettamente, dell’aliquota, attraverso possibili interpretazioni iniziali per la riduzione dei consumi. La presentazione della comunicazione ex ante e la conferma del GSE blocca quindi l’intera somma richiesta, se disponibile.

Non essendo previsto un termine entro il quale effettuare gli investimenti o dichiarare la loro riduzione o addirittura la rinuncia, da parte delle aziende, si verificano due conseguenze:

  • l’apertura della piattaforma del GSE rischia di trasformarsi in un click day;
  • le risorse potrebbero restare bloccate indefinitamente per progetti che non saranno mai completati.

La modifica approvata prevede quindi che, entro 30 giorni dalla conferma della prenotazione da parte del GSE, le imprese debbano comunicare l’effettuazione degli ordini accettati dal venditore, con pagamento di un acconto di almeno il 20%, sia per i beni strumentali trainanti, sia per la componente rinnovabile, pena la decadenza del beneficio.

Comunicazioni mensili e non quotidiane dal GSE al MIMIT 

La terza modifica apportata al testo originale del decreto riguarda la frequenza delle comunicazioni dal GSE al MIMIT relativamente alle prenotazioni regolarmente ricevute. Il testo originale prevedeva infatti che “Il soggetto gestore, previa verifica della completezza della documentazione, trasmette quotidianamente, con modalità telematiche, al Ministero delle imprese e del made in Italy, l’elenco delle imprese che hanno validamente chiesto di fruire dell’agevolazione e l’importo del credito prenotato”.

L’emendamento porta l’obbligo di comunicazione da quotidiano a mensile.

Correzione formale relativa ai controlli 

Era ben nota fin dall’inizio la formulazione un po’ criptica dell’art. 38 comma 16 del decreto:

Nel caso in cui i controlli di cui al primo periodo nonché le verifiche documentali e in situ di cui all’art. 22 del Regolamento (UE) 2021/241 svolte dai competenti organi di controllo nazionali ed europei sia rilevata la fruizione, anche parziale, del credito d’imposta, il GSE ne dà comunicazione all’Agenzia delle Entrate indicando i presupposti, i mezzi di prova e le ragioni giuridiche su cui si fonda il recupero, per i conseguenti atti di recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni.

Il nuovo testo rende ora la frase di senso compiuto:

Nel caso in cui i controlli di cui al primo periodo nonché le verifiche documentali e in situ di cui all’art. 22 del Regolamento (UE) 2021/241 svolte dai competenti organi di controllo nazionali ed europei sia rilevata la fruizione, anche parziale, del credito d’imposta in assenza dei relativi presupposti, il GSE ne dà comunicazione all’Agenzia delle Entrate indicando i presupposti, i mezzi di prova e le ragioni giuridiche su cui si fonda il recupero, per i conseguenti atti di recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni.”

Precisazione sui tempi: l’iter di conversione del DL Superbonus dovrebbe concludersi entro questa settimana al Senato, per poi passare alla Camera dove non sono attese ulteriori correzioni. Per considerare definitive queste modifiche occorre comunque attendere la pubblicazione della legge di conversione in Gazzetta Ufficiale, attesa in ogni caso entro il 28 maggio.


Per ulteriori informazioni:

Condividi questo articolo

Contatti

Ugo Gecchelin

+39 348 510 9887
ug@team40.it

Giuliano Rosati

+39 329 941 4474‬
gr@team40.it

Roberto Teani

‪+39 339 207 5822‬
rt@team40.it

Elisa Gecchelin

‪+39 340 902 2329‬
eg@team40.it

Articoli recenti

Categorie