A quasi un mese dall’ultimo aggiornamento dell’8 ottobre, con i primi dati che mostrano una scarsa adesione alla misura – circa 70 milioni su 6,3 miliardi disponibili – e a seguito delle pressioni di Confindustria, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha rilasciato una nuova serie di FAQ sul piano Transizione 5.0. Sebbene non si tratti ancora degli interventi strutturali promessi dal ministro Adolfo Urso – per cui sarà necessario un intervento legislativo, come anticipato alla fine di questo articolo – queste nuove FAQ (https://www.mimit.gov.it/images/stories/documenti/FAQ_MIMIT_2024.pdf) forniscono importanti chiarimenti e interpretazioni per ampliare le casistiche ammesse agli incentivi e semplificarne l’accesso. Di seguito, riportiamo alcuni chiarimenti pubblicati.
Acconto inferiore al 20% in caso di leasing
La FAQ 2.16 tratta il caso del leasing, specialmente quando l’acconto è inferiore al 20% richiesto per confermare l’ordine e prenotare l’investimento tramite la seconda comunicazione (30 giorni dalla ex ante). La normativa prevede la prova dell’acconto per “certificare” la serietà dell’impresa, evitando prenotazioni per progetti che non verranno realizzati. In questo caso, la FAQ specifica che non è necessario rispettare il limite del 20%, poiché “la stipula del contratto di leasing e l’impegno del fornitore con l’ordine d’acquisto sono sufficienti per adempiere all’obbligo d’avvio dell’investimento, indipendentemente dall’entità dell’anticipo concordato tra utilizzatore e società di leasing.”
Struttura produttiva e processo produttivo nel settore agricolo
La FAQ 4.14 offre le attese definizioni di struttura produttiva e processo produttivo nel settore agricolo.
Processo produttivo è la singola fase agronomica, quale può essere, ad esempio, una fase di preparazione del terreno, la semina, il trattamento o irrorazione, il diserbo, la concimazione o la raccolta. Il singolo processo produttivo può essere eseguito da una macchina operatrice semovente specificamente progettata per quell’obiettivo (ad esempio la mietitrebbia per la raccolta del grano o la barra irroratrice semovente per i trattamenti) oppure da un’attrezzatura trainata, semi-portata o portata da una trattrice agricola (ad esempio la seminatrice trainata da una trattrice agricola).
Struttura produttiva è il terreno agricolo, di appartenenza dell’impresa agricola che realizza il progetto di investimento – nonché gestito o lavorato dalla stessa secondo contratti di affitto o comodato d’uso – in cui sono svolti tutti i processi produttivi connessi a una specifica coltivazione o attività zootecnica.
Per le macchine agricole non serve più il certificato di rottamazione
La FAQ 3.7 è una delle due FAQ modificate ed è relativa alle macchine agricole. Mentre in precedenza si richiedeva di dimostrare la sostituzione di un veicolo con motore Stage I (o precedente) già in possesso da parte dell’impresa alla data del 31.12.2023 attraverso il certificato di rottamazione, ora si richiede solo nominalmente la dismissione.
Alienazione del bene sostituito non necessaria
La FAQ 3.8 chiarisce che in caso di investimento in un bene strumentale 4.0 che sostituisce un bene esistente, non è obbligatorio alienare il bene sostituito. Tuttavia, è consigliabile “mantenere un registro aggiornato degli asset aziendali” che documenti la sostituzione e la nuova destinazione del bene. È importante che il nuovo bene sia utilizzato in modo continuativo nei processi produttivi e che il bene sostituito non venga riutilizzato per ottenere altri incentivi, evitando così duplicazioni.
OK alle macchine agricole semoventi
La FAQ 3.10 ammette all’incentivo le macchine agricole semoventi, come le mietitrebbie, le falcia-condizionatrici, le raccoglitrici, le vendemmiatrici e altre. Queste macchine, pur non essendo né “veicoli agricoli e forestali” né “trattori”, possono rientrare nell’incentivo al pari appunto di trattori e veicoli agricoli anche nel caso in cui non siano omologate per la circolazione stradale, se marcate CE in base alla direttiva macchine e se progettate e costruite per essere destinate all’uso agricolo e/o forestale.
Prossimi step
Sono in arrivo ulteriori modifiche strutturali, come promesso dal ministro Urso. Tra i cambiamenti previsti: l’aumento dell’aliquota massima dal 45% al 50%, e il possibile innalzamento della soglia del primo scaglione da 2,5 milioni a 5 o 10 milioni, portando al 50% l’aliquota massima anche per investimenti oltre 2,5 milioni (ora al 25%). Inoltre, ci saranno maggiorazioni per l’acquisto di pannelli fotovoltaici Made in Europe e una mini-proroga delle scadenze, spostando quelle attuali (31 dicembre 2025 e 28 febbraio 2026) rispettivamente al 30 aprile 2026 e al 30 giugno 2026. Infine, sarà possibile presentare più progetti per la stessa struttura produttiva senza attendere la chiusura di ogni singola pratica.
Per ulteriori informazioni:
- ing. Ugo Gecchelin ug@team40.it
- Team 4.0 s.r.l. https://www.team40.it



