Nei giorni scorsi il portale GSE ha pubblicato un aggiornamento che conferma quanto si temeva da tempo: le risorse disponibili per il credito d’imposta Transizione 4.0 risultano attualmente esaurite.
Si tratta di un’informazione importante, soprattutto per le imprese che hanno in programma investimenti in beni strumentali nuovi nel corso del 2025, e che intendono usufruire degli incentivi previsti dalla normativa.
Cosa significa concretamente?
Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è ancora in vigore, ma è soggetto a un tetto di spesa. L’esaurimento delle risorse non comporta automaticamente la sospensione del beneficio, ma determina l’istituzione di una lista d’attesa (o “graduatoria”): ciò significa che le aziende che inoltreranno ora la propria comunicazione preventiva al GSE potranno posizionarsi in coda per accedere ai fondi, qualora questi vengano rifinanziati o si liberino a seguito di rinunce, errori o revoche.
A chi si rivolge questa comunicazione urgente
L’invito a procedere quanto prima con la comunicazione preventiva riguarda in particolare tutte le imprese che:
- intendono investire in beni agevolabili nel 2025;
- non hanno versato il 20% dell’acconto entro il 31 dicembre 2024;
- vogliono comunque preservare la possibilità di beneficiare del credito d’imposta, mettendosi in posizione utile per un eventuale futuro rifinanziamento.
Cosa fare concretamente
Per non perdere l’opportunità di rientrare nella futura copertura del credito d’imposta:
- Accedere al portale GSE e accreditarsi (se non già fatto).
- Compilare e inviare la comunicazione preventiva per il bene che si intende acquistare nel 2025, secondo le indicazioni fornite dal GSE.
- Conservare la ricevuta di invio e monitorare lo stato della richiesta.
Il nostro team è a disposizione per supportarvi nella compilazione e nell’invio della comunicazione e per valutare insieme la strategia più adatta in base ai vostri investimenti programmati.
Perché è importante agire subito
Anche se le risorse sono formalmente esaurite, le comunicazioni vengono comunque raccolte e registrate, costituendo una vera e propria “coda d’attesa”.
Agire in ritardo potrebbe significare perdere completamente l’accesso a eventuali fondi disponibili nei prossimi mesi.



